La cittadinanza italiana per stranieri è il percorso che permette di diventare cittadino italiano a tutti gli effetti. In questa guida trovi, in modo chiaro e ordinato, chi può richiederla, quali sono i requisiti, quali documenti servono, come si presenta la domanda online, quanto tempo occorre e cosa fare in caso di problemi.
È una guida di orientamento: per ogni argomento trovi un approfondimento dedicato, così puoi andare subito al punto che ti interessa.
Cos’è la cittadinanza italiana e perché è importante
La cittadinanza italiana consente a uno straniero di diventare cittadino italiano a tutti gli effetti. È molto diversa dal permesso di soggiorno.
Il permesso di soggiorno consente di vivere regolarmente in Italia, ma ha scadenze, rinnovi e controlli. La cittadinanza italiana, invece, è uno status stabile: una volta ottenuta, non deve essere rinnovata come un permesso.
Diventare cittadino italiano significa avere maggiore stabilità, pieni diritti come cittadino e la possibilità di ottenere il passaporto italiano. Il passaporto italiano è considerato uno dei più forti al mondo e consente di viaggiare in oltre 190 Paesi senza richiedere prima un visto. Questo dato può variare nel tempo in base agli aggiornamenti degli indici internazionali e agli accordi tra Stati.
Approfondimento: I vantaggi del passaporto italiano.
La cittadinanza italiana, però, non è automatica.
Può richiederla lo straniero che rientra nei casi previsti dalla Legge n. 91/1992 e che dimostra di avere i requisiti richiesti.
Prima di presentare la domanda, bisogna verificare con attenzione:
- residenza;
- reddito;
- documenti esteri;
- certificato B1, quando richiesto;
- eventuali precedenti penali;
- condotta e integrazione.
Ottenere la cittadinanza italiana significa anche superare molte problematiche legate al permesso di soggiorno. Dopo il riconoscimento della cittadinanza, infatti, non sarà più necessario affrontare rinnovi, conversioni o criticità collegate al titolo di soggiorno.
Approfondimenti collegati al permesso di soggiorno:
- Rilascio del permesso di soggiorno per Coesione familiare
- Permesso di soggiorno rilasciato ai coniugi e a parenti di 2° grado di cittadino italiano/europeo
- Rilascio del permesso di soggiorno ex art. 31 TUI nell’interesse del minore
- Permesso di soggiorno per protezione speciale
- Permesso di soggiorno per “casi speciali”
- Permesso di soggiorno rilasciato a seguito di adozione di persona maggiorenne da parte del cittadino italiano
- Ricongiungimento familiare entro 6 mesi
- Mancato rilascio del permesso di soggiorno illimitato/UE per soggiornanti di lungo periodo
- Rimedi contro il rifiuto permesso di soggiorno
- Permesso di soggiorno bloccato
- Conversione del permesso di soggiorno
- Rinnovo permesso di soggiorno entro 60 giorni
- Il permesso di soggiorno UE di lungo periodo non è più valido dal 01/02/2022
Cittadinanza italiana per stranieri: chi può richiederla
La cittadinanza italiana in alcuni casi la si può ottenere automaticamente, in altri invece va richiesta. Quali sono i requisiti necessari per ottenerla? Quando uno straniero può chiedere la cittadinanza italiana? Dipende, la cittadinanza può essere riconosciuta in più modi. In questa guida ti spieghiamo quali sono e quali requisiti sono necessari per poter richiedere e acquisire la cittadinanza italiana.
Riconoscimento automatico
- Ius sanguinis (per nascita da genitore italiano) — È cittadino italiano dalla nascita il figlio di almeno un genitore italiano. → Approfondisci: Cittadinanza italiana per discendenza (Ius Sanguinis)
- Per nascita sul territorio italiano — Chi nasce sul territorio italiano e dimostra di aver risieduto continuativamente sul territorio, potrà acquisire automaticamente la cittadinanza italiana al compimento del 18esimo anno di età. È possibile ottenere il riconoscimento automatico entro il compimento del 19esimo anno. Il comune di residenza è competente per la trascrizione della cittadinanza italiana sull’atto di nascita..
- Per adozione di minorenne — Il minore adottato da genitori italiani acquista automaticamente la cittadinanza.
- Per naturalizzazione del genitore — Il minore convivente con il genitore che acquista la cittadinanza italiana diviene automaticamente italiano al momento stesso del giuramento del genitore SOLO se soddisfa entrambi i seguenti requisiti:
- il figlio minore è nato in Italia;
- il minore risiede legalmente in Italia da almeno due anni continuativi alla data di acquisto o riacquisto della cittadinanza da parte del genitore, oppure, se di età inferiore ai due anni, dalla nascita.
Approfondimento: Trasmettere la cittadinanza italiana ai tuoi figli
Riconoscimento per naturalizzazione
Nei casi non automatici la domanda di cittadinanza italiana si presenta online sul Portale ALI cittadinanza e viene valutata dalla Prefettura Locale e dal Ministero dell’Interno.
Ricorda, l’acquisto della cittadinanza italiana è un atto discrezionale da parte dello Stato.
Lo Stato ha un ampio potere nel decidere se meriti o meno di acquistare la cittadinanza italiana. Non è sufficiente richiedere la cittadinanza dimostrando di essere in possesso dei requisiti elencati (reddito, nessun problema penale, residenza) lo Stato andrà a valutare il complessivo livello di integrazione da te raggiunto.
Per saperne di più: Quando serve un avvocato per la cittadinanza.
Requisiti per:
- cittadinanza italiana per residenza (Art. 9 L. n. 91/1992) vd link a questa Guida
- per la cittadinanza italiana per matrimonio (Art. 5 L. 91/1992) vd link a questa Guida
- cittadinanza italiana per discendenza in favore dei discendenti da avo italiano
Ti invitiamo a consultare la pagina dedicata alla Cittadinanza Italiana (Ius Sanguinis) per discendenza
Documentazione necessaria per ottenere la cittadinanza italiana
Requisiti per la cittadinanza italiana
RESIDENZA
Residenza cittadinanza italiana per residenza (Art. 9 L. n. 91/1992)
Per ottenere il riconoscimento della cittadinanza per residenza è necessario dimostrare di aver risieduto continuativamente in Italia per un tempo minimo stabilito dalla legge:
- 10 anni di residenza legale per i cittadini extracomunitari;
- 4 anni di residenza per i cittadini europei;
- 5 anni di residenza per i titolari dello status di rifugiato politico e per i titolari dello status di apolide (il termine decorre dal riconoscimento del titolo);
- 3 anni di residenza per chi è nato sul territorio italiano;
- 5 anni di residenza per il soggetto maggiorenne che è stato adottato da un cittadino italiano (i termini decorrono dalla data della sentenza di adozione);
- 5 anni di residenza per i soggetti maggiorenni i cui genitori abbiano ottenuto la cittadinanza italiana (i termini decorrono dalla data in cui al genitore è stata riconosciuta la cittadinanza)
- 3 anni di residenza, se sei figlio o nipote di un cittadino italiano per nascita
Residenza per la cittadinanza italiana per matrimonio (Art. 5 L. 91/1992)
Matrimonio o unione civile
Se è stato celebrato all’estero, deve essere trascritto nei registri dello Stato Civile del Comune di residenza.
Dalla data del matrimonio devono essere trascorsi:
- Almeno 2 anni se il matrimonio è stato celebrato in Italia
- Almeno 3 anni se il matrimonio è stato celebrato all’estero
I termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
Se il coniuge è stato naturalizzato cittadino italiano è necessario i termini di cui sopra, decorrono dal giorno successivo al giuramento del coniuge.
REDDITO
Reddito per la cittadinanza italiana per residenza (Art. 9 L. n. 91/1992) non per richiedere la cittadinanza per matrimonio
Aver percepito un reddito minimo nei 3 anni antecedenti alla domanda.
I parametri minimi da raggiungere ogni anno per i 3 anni antecedenti alla presentazione della domanda sono di € 8.263 nel caso di soggetto senza alcun familiare a carico; € 11.362 se il soggetto richiedente è coniugato; + € 516 per ogni figlio o altro familiare a carico;
Redditi validi: sono valide tutte le fonti di reddito che sono tassate ai fini IRPEF (reddito da lavoro dipendente o autonomo; rendite immobiliari; rendite passive); il reddito da invalidità NASPI può integrare al reddito solo nel caso in cui si possa complessivamente verificare una capacità del richiedente di mantenersi da solo ossia “ciò che conta, al fine della concessione della cittadinanza, è la continuità lavorativa, cioè la capacità del richiedente di mantenersi da solo (cfr., TAR Lazio, sez. V bis, n. 1590/22″);
Il reddito derivante da pensione di invalidità INPS riconosciuta al 100% è considerato valido, qualora emerga “una pluralità di elementi, ulteriori rispetto alla sussistenza del requisito reddituale, suscettibili di essere presi in considerazione ai fini della scelta discrezionale sull’attribuzione della cittadinanza” (TAR di Roma, Sentenza n. 7846/2020);
“Ai fini della concessione della cittadinanza italiana, integra il requisito reddituale il sussidio riconosciuto allo straniero inabile al lavoro perché affetto da grave malattia, con conseguente invalidità permanente, atteso che detto sussidio è riconosciuto congruo ai fini del suo sostentamento dallo Stato italiano stesso” (Tribunale di Ancona, Sentenza n. 370/2020)
Possono concorrere nei redditi anche i redditi dei familiari conviventi presenti nello stesso stato di famiglia del richiedente (famiglia anagrafica), limitatamente a quelli previsti dall’art. 433 del Codice civile, ovvero (sempre in rapporto al richiedente la cittadinanza) il coniuge (o, ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, la parte unita civilmente o il convivente di fatto legato da un contratto scritto di convivenza), i figli legittimi o legittimati, compresi i figli adottivi, affidati o affiliati (e, in loro mancanza, i discendenti prossimi), i genitori (e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi), i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali: sono dunque esclusi, fra l’altro, i redditi di familiari diversi da quelli elencati sopra, di familiari non compresi nello stato di famiglia del richiedente, nonché del convivente di fatto non legato da un contratto scritto di convivenza (anche in presenza di figli in comune).
CERTIFICATO LINGUA ITALIANA B1
È necessario dimostrare di conoscere la lingua italiana:
È necessario dimostrare la conoscenza di livello B1 di italiano tramite titolo rilasciato da un Istituto di istruzione pubblico o paritario o da un ente certificatore riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale;
Soggetti esonerati:
- Coloro che possono attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione italiano pubblico di primo o secondo grado;
- Coloro che abbiano sottoscritto un abbiano sottoscritto l’accordo di integrazione di cui all’articolo 4-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286
- I titolari di un permesso di lungo periodo UE/CE; Attenzione! il permesso di soggiorno per motivi familiari di 5 anni non esonera dal fare il test B1.
- Le persone con gravi deficit di apprendimento linguistico certificati da una struttura sanitaria pubblica.
CONDOTTA E INTEGRAZIONE
Secondo la legge, per ottenere la cittadinanza italiana non basta dimostrare di avere redditi, residenza regolare e assenza di condanne penali.
Occorre anche provare un reale livello di integrazione nella società italiana.
L’art. 9 della Legge 91/1992 riconosce infatti allo Stato italiano un ampio potere di valutazione nel decidere se concedere o meno la cittadinanza. Questo principio è stato confermato anche dalla giurisprudenza amministrativa, tra cui, ad esempio, la sentenza n. 14089/2025 del TAR Lazio.
In altre parole, lo Stato non valuta solo i documenti: valuta anche la tua condotta, il tuo percorso di vita, la tua stabilità lavorativa, familiare e sociale, e il tuo effettivo inserimento in Italia.
Questo è uno dei motivi per cui molte domande vengono rallentate, respinte o non arrivano mai a un esito positivo.
Più riesci a dimostrare un alto livello di integrazione, maggiori saranno le possibilità di ottenere la cittadinanza italiana e di arrivare prima a un risultato positivo.
Il problema è che la domanda online, così come è strutturata, spesso consente di inserire solo informazioni essenziali e non permette sempre di raccontare in modo completo il tuo percorso personale e il tuo reale livello di integrazione.
Per questo ti consigliamo di farti assistere da AvvocatoCittadinanza.it: perché una domanda di cittadinanza non deve essere solo caricata, ma costruita, documentata e presentata nel modo più efficace possibile. Noi non presentiamo doc ma presentiamo te.
Più riesci a dimostrare allo Stato italiano chi sei, cosa hai costruito in Italia e quanto sei integrato, più aumentano le tue possibilità di diventare cittadino italiano.
Approfondimento: Documenti per la cittadinanza italiana
PER RESIDENZA
- Credenziali SPID da richiedere presso l’ufficio postale.
- Bollettino da € 250,00 € e Marca da bollo da € 16,00 da pagare sul sito del Ministero dell’Interno con PagoPA.
- Certificato di nascita legalizzato e munito di traduzione legalizzata
- Certificato penale del paese di origine – VALIDITÀ DI 6 MESI – (e degli eventuali Paesi terzi di residenza) legalizzato e munito di traduzione legalizzata (non richiesto nel caso in cui il richiedente dimostrai di aver fissato la residenza in Italia prima del compimento del 14esimo anno di età e di non averla trasferita successivamente all’estero prima della presentazione della domanda). Pochissime Prefetture richiedono comunque il certificato penale indipendentemente dall’età in cui il richiedente ha stabilito la residenza in Italia, il nostro Studio saprà darti indicazioni a seconda della Prefettura competente.
- Fotocopia del passaporto e della carta d’identità
- Dichiarazione dei redditi percepiti nei 3 anni di imposta antecedenti alla presentazione della domanda
- Fotocopia del permesso di soggiorno (non è necessario il permesso di soggiorno soggiornanti lungo periodo) o certificato di soggiorno permanente per cittadini UE
- Fotocopia della carta d’identità e codice fiscale di tutti i familiari conviventi
- Permesso di soggiorno di lungo periodo UE/CE oppure un titolo di Studio rilasciato da una scuola pubblica o paritaria a conclusione di un ciclo di istruzione oppure attestazione di conoscenza della lingua italiana Livello B1
- Certificato storico di residenza
Attenzione: se sei in possesso di tali requisiti per inoltrare la domanda dovrai avere anche il QUESTIONARIO PER STRANIERI
Il Questionario serve per provare il tuo livello di integrazione. Vi consigliamo di farvi assistere dal nostro studio, in quanto più si riesce a provare il livello di integrazione raggiunto prima si riesce a diventare italiani. Per saperne di più visita la sezione Condotta e Integrazione di questa Guida.
PER MATRIMONIO
- Credenziali SPID da richiedere presso l’ufficio postale.
- Bollettino da € 250,00 € e Marca da bollo da € 16,00 da pagare sul sito del Ministero dell’Interno con PagoPA.
- Certificato di nascita legalizzato e munito di traduzione legalizzata
- Certificato penale del paese di origine VALIDITÀ DI 6 MESI (e degli eventuali Paesi terzi di residenza) legalizzato e munito di traduzione legalizzata (non richiesto nel caso in cui il richiedente dimostrai di aver fissato la residenza in Italia prima del compimento del 14esimo anno di età e di non averla trasferita successivamente all’estero prima della presentazione della domanda). Pochissime Prefetture richiedono comunque il certificato penale indipendentemente dall’età in cui il richiedente ha stabilito la residenza in Italia, il nostro Studio saprà darti indicazioni a seconda della Prefettura competente.
- Fotocopia del passaporto e della carta d’identità
- Fotocopia del permesso di soggiorno (non è necessario il permesso di soggiorno soggiornanti lungo periodo) o certificato di soggiorno permanente per cittadini UE.
- Fotocopia della carta d’identità e codice fiscale di tutti i familiari conviventi
- Permesso di soggiorno di lungo periodo UE/CE oppure un titolo di Studio rilasciato da una scuola pubblica o paritaria a conclusione di un ciclo di istruzione oppure attestazione di conoscenza della lingua italiana Livello B1. Se non hai il test di lingua italiana B1, in avvocatocittadinanza.it troverai insegnanti qualificati che ti aiuteranno a superare l’esame di lingua con sicurezza e velocità.
- Certificato / atto di matrimonio con cittadino italiano (+ trascrizione nei registri italiani se matrimonio contratto all’estero) e Documento identificativo del coniuge italiano (se per cittadinanza per matrimonio).
Attenzione: se sei in possesso di tali requisiti per inoltrare la domanda dovrai avere anche il QUESTIONARIO PER STRANIERI
Il Questionario serve per provare il tuo livello di integrazione. Vi consigliamo di farvi assistere dal nostro studio, in quanto più si riesce a provare il livello di integrazione raggiunto prima si riesce a diventare italiani. Per saperne di più visita la sezione Condotta e Integrazione di questa Guida.
Modalità di legalizzazione dei certificati
È necessario affidarsi ad un Avvocato che si occupa del diritto di cittadinanza italiana per verificare per ogni singolo stato, quale sia la modalità di legalizzazione prevista per fare valere il certificato davanti alle pubbliche amministrazioni italiane (nel nostro caso la Prefettura ed il Ministero che devono valutare la domanda di cittadinanza del cliente).
Modalità di legalizzazione:
- Legalizzazione e traduzione presso la rappresentanza diplomatica italiana nel Paese di origine
Per rappresentanze diplomatiche si intendono ambasciate e consolati italiani all’estero. Solitamente l’Ambasciata ha sempre competenza per legalizzazione e traduzione ed è istituita presso la capitale dello Stato. Il consolato invece si trova solitamente in una città secondaria diversa dalla capitale e può essere o meno competente alla traduzione e legalizzazione dei certificati. Tali informazioni si possono estrapolare dai siti istituzionali delle ambasciate e consolati nelle sezioni dedicate ai servizi erogati. Solitamente si trova indicazione di uffici specifici con contatti mail e telefonici specifici per quanto attiene alla legalizzazione. - Apostille: L’apostille è una certificazione che convalida, con pieno valore giuridico, sul piano internazionale l’autenticità di qualsivoglia atto pubblico, e in particolare di un atto notarile, o documento amministrativo. Le autorità competenti al rilascio dell’Apostille è il Ministero degli Affari Esteri.
N.B. Nei casi in cui i certificati debbano essere rilasciati all’estero se non si deve procedere con la doppia legalizzazione nelle modalità di cui sopra, è possibile legalizzare il certificato originale e procedere alla traduzione e all’asseverazione del documento in Italia, tramite traduttori giurati. L’asseverazione consiste nell’attestazione legale del traduttore che ha apposto la propria firma sul documento tradotto, nonché dell’autenticità della firma stessa. È, cioè, un’ulteriore convalida della firma che serve a certificare la provenienza degli atti e la qualifica di chi li ha firmati. L’asseverazione si svolge presso un ufficio preposto del tribunale, chiamato appunto Ufficio Asseverazione Perizie e Traduzioni.
Quando i certificati possono essere fatti in Italia
Per alcuni paesi vi sono delle deroghe quindi il certificato di nascita e il certificato penale si potranno fare anche in Italia presso le rappresentanze diplomatiche del vostro paese. Per saperne di più consulta la SUPERTABELLA.
Gli avvocati del nostro team sapranno informarvi sulle deroghe specifiche al vostro paese, aggiornate all’anno corrente.
Atti notori e dichiarazioni sostitutive
In alcuni casi, quando un certificato estero non può essere prodotto o presenta particolari difficoltà di reperimento, può essere necessario valutare se utilizzare atti notori, dichiarazioni sostitutive o documentazione alternativa.
Attenzione: non sempre questi documenti sono sufficienti e non sempre vengono accettati dalla Prefettura o dal Ministero.
Per questo è importante verificare caso per caso se l’atto notorio può essere utilizzato, se deve essere accompagnato da altra documentazione e se è idoneo per la specifica domanda di cittadinanza italiana.
Richiesta cittadinanza italiana: come si prepara la domanda ed errori da evitare
COME SI PREPARA LA DOMANDA DI CITTADINANZA
Consulta la sezione dei requisiti per presentare la domanda.
Consulta la sezione dedicata ai documenti richiesti per caricare la domanda di cittadinanza italiana.
Controlla la tua domanda prima dell’invioERRORI FREQUENTI DA EVITARE
Presentare una domanda di cittadinanza italiana sembra semplice, ma non lo è. Molti pensano che basti entrare nel portale, caricare i documenti e aspettare. In realtà, una domanda preparata male può essere rallentata, sospesa o respinta.
Gli errori più frequenti sono questi.
1. Calcolare male il reddito
Uno degli errori più comuni riguarda il reddito nel caso di cittadinanza per residenza.
Non basta avere lavorato o avere una busta paga. Bisogna verificare se il reddito è sufficiente, se è stato dichiarato correttamente e se copre gli anni richiesti dalla legge. A volte il richiedente pensa di avere il reddito necessario, ma non considera bene il nucleo familiare, i familiari a carico, gli anni da valutare o eventuali periodi con reddito troppo basso. Un errore nel calcolo del reddito può rendere la domanda debole o portare a una valutazione negativa.
2. Calcolare male gli anni di residenza
Un altro errore grave è pensare di avere già maturato gli anni di residenza necessari.
La residenza deve essere regolare e continuativa. Non basta vivere in Italia da molti anni: bisogna verificare cosa risulta davvero dai registri anagrafici. Se ci sono interruzioni, cancellazioni, trasferimenti non comunicati o periodi non registrati correttamente, possono nascere problemi. Anche un “buco” nella residenza può incidere sulla domanda.
Per questo è fondamentale controllare prima la propria storia anagrafica, senza dare per scontato che sia tutto corretto.
3. Non considerare problemi penali o procedimenti pendenti
Molti controllano solo se hanno una condanna definitiva.
Ma non sempre basta. Prima di presentare la domanda, è importante verificare anche eventuali procedimenti penali pendenti, denunce, carichi pendenti o situazioni che possono incidere sulla valutazione della condotta. Lo Stato italiano, infatti, valuta anche il comportamento del richiedente e la sua affidabilità. Presentare la domanda senza conoscere bene la propria situazione penale può essere un errore molto serio.
4. Caricare documenti sbagliati, scaduti o non validi
Un altro errore frequente riguarda i documenti.
Non basta caricare un certificato qualsiasi. I documenti devono essere corretti, validi, completi, tradotti e legalizzati secondo le regole previste. Bisogna prestare particolare attenzione al certificato di nascita e al certificato penale del Paese di origine. Se un documento è sbagliato, scaduto, incompleto, tradotto male o non legalizzato correttamente, la domanda può essere sospesa, rallentata o respinta.
Ogni Paese ha regole diverse. In alcuni casi serve la legalizzazione. In altri casi serve l’Apostille. In altri casi ancora ci sono regole particolari. Per questo è rischioso caricare i documenti senza un controllo preciso.
5. Pensare che bastino reddito, residenza e fedina penale pulita
Questo è l’errore più sottovalutato.
Molti pensano che, se hanno reddito, residenza e assenza di condanne, la cittadinanza sia quasi automatica.
Non è così.
Secondo la legge, per ottenere la cittadinanza italiana non basta dimostrare di avere i requisiti formali. Occorre anche provare un reale livello di integrazione nella società italiana.
L’art. 9 della Legge 91/1992 riconosce allo Stato italiano un ampio potere di valutazione nel decidere se concedere o meno la cittadinanza. Questo principio è stato confermato anche dalla giurisprudenza amministrativa, tra cui, ad esempio, la sentenza n. 14089/2025 del TAR Lazio.
In altre parole, lo Stato non valuta solo i documenti obbligatori. Valuta anche la tua condotta, il tuo percorso di vita, la tua stabilità lavorativa, familiare e sociale, e il tuo effettivo inserimento in Italia. Il problema è che la domanda online, così come è strutturata, spesso consente di inserire solo informazioni essenziali.
Anche il Questionario per Stranieri, pur essendo obbligatorio, da solo può risultare superficiale e non sempre riesce a far emergere davvero chi sei, cosa hai costruito in Italia e qual è il tuo reale livello di integrazione.
Per questo una domanda di cittadinanza non dovrebbe essere solo caricata online. Dovrebbe essere prima controllata, costruita, documentata e presentata nel modo più efficace possibile.
AvvocatoCittadinanza.it ti aiuta proprio in questo: verifichiamo i requisiti, controlliamo i documenti, analizziamo eventuali criticità e approfondiamo il tuo percorso personale, lavorativo, familiare e sociale.
Il nostro obiettivo è evitare errori che possono compromettere la domanda e valorizzare al massimo gli elementi che dimostrano la tua integrazione in Italia. Più la domanda è corretta, completa e ben documentata, maggiori saranno le possibilità che venga valutata positivamente.
Domanda online e Portale ALI cittadinanza
La domanda di cittadinanza deve essere presentata online, tramite il portale del Ministero dell’Interno (Portale ALI Cittadinanza).
Significa che la domanda e la relativa documentazione vengono trasmesse in formato elettronico sul portale web creato dal Ministero dell’Interno.
Per prima cosa è necessario registrarsi sul portale e ottenere le credenziali di accesso.
In particolare per chi risiede regolarmente in Italia e richiesta l’attivazione delle credenziali SPID che si possono ottenere recandosi presso l’ufficio postale piu vicino o in alternativa tramite altre piattaforme online abilitate (Es. Namirial, Infocert, Lepida, Sielte, Tim ecc).
È possibile procedere ad una registrazione senza SPID solo per coloro che risiedono all’estero.
Una volta completata la registrazione bisogna compilare il modulo di richiesta online in ogni sua parte e in particolare:
- Indicare nell’apposito spazio gli estremi della marca da bollo
- Allegare i documenti richiesti in formato elettronico (sotto trovi la lista dei documenti richiesti per ottenere la cittadinanza)
IMPORTANTE: una volta inviata la richiesta viene rilasciato un numero di pratica, questo è un dato necessario per controllare lo stato della pratica.
Per questo è fondamentale ricordare:
- Email di registrazione (a questa casella email verranno inviate le comunicazioni da parte della Prefettura)
- Credenziali di accesso (user e password per accedere al portale)
- Numero di pratica (per rintracciare e verificare lo stato della richiesta)
Fase istruttoria e decretazione
Con la normativa attualmente possiamo suddividere la procedura in due importanti momenti: fase istruttoria e fase di decretazione.
- La fase istruttoria è la fase in cui la Prefettura raccoglie elementi istruttori per verificare la sussistenza dei requisiti di legge. I controlli che effettua la Prefettura, oltre alla verifica documentale, sono relativi alla residenza storica, alla capacità reddituale nonché ad eventuali pregiudizi penali. Per concludere la fase istruttoria infatti, la Prefettura fra i vari pareri, deve acquisire obbligatoriamente il parere della Questura Locale, la quale dovrà verificare che il richiedente è sempre stato titolare di un diritto di soggiorno e che dovrà rilevare eventuali segnalazioni e pregiudizi penali.
La fase istruttoria può essere molto lunga se non adeguatamente seguita, stante l’inerzia degli organi endoprocedimentali coinvolti nel procedimento. Gli avvocati di Avvocatocittadinanza.it sapranno a che punto dell’istruttoria si trova la tua pratica, quali pareri sono stati acquisiti e quali pareri sono mancanti e si occuperà di sollecitare direttamente gli uffici che stanno rallentando la tua domanda. - Conclusa la fase istruttoria, la pratica passa nella fase di decretazione. Il Ministero dell’interno analizza le risultanze dell’istruttoria e decide discrezionalmente se meriti o meno la cittadinanza. In questa fase è fondamentale il lavoro dei nostri Avvocati, i quali saranno pronti per presentarti davanti al Ministero dell’Interno come soggetto altamente integrato. Per saperne di più: Condotta e Integrazione.
Quando avrai in mano il tuo decreto, i nostri avvocati fisseranno appuntamento per il giuramento con il tuo comune di residenza.
In che fase viene rifiutata la cittadinanza?
La domanda di cittadinanza può essere RIFIUTATA nella fase preliminare nell’arco di pochi giorni dall’invio telematico. La Prefettura rifiuterà la tua domanda nel caso di carenze documentali, documenti allegati non correttamente, domanda compilata non correttamente.
Fai attenzione! Alcuni piccoli errori nella compilazione della domanda possono farti perdere molto tempo e soldi, soprattutto se i certificati allegati alla domanda sono in scadenza.
Affidati ad Avvocatocittadinanza.it! Ci occuperemo noi di verificare che i documenti in tuo possesso siano correttamente legalizzati ed in corso di validità. Abbiamo molti collaboratori all’estero che ti aiuteranno a reperire i certificati esteri in modo semplice e veloce.
Non confondere il RIFIUTO con il RIGETTO della domanda.
Il rifiuto viene disposto nel caso di errori formali rilevabili nella compilazione della domanda telematica (vedi questa Guida Rigetto / preavviso / ricorso cittadinanza italiana)
Il rigetto invece riguarda la valutazione sul livello di integrazione raggiunto ossia se meriti o meno di diventare italiano. Per saperne di più consulta la sezione Condotta e Integrazione presente in questa Guida.
Cittadinanza italiana per matrimonio o unione civile
REQUISITI
Se è stato celebrato all’estero, deve essere trascritto nei registri dello Stato Civile del Comune di residenza.
Dalla data del matrimonio devono essere trascorsi:
- Almeno 2 anni se il matrimonio è stato celebrato in Italia
- Almeno 3 anni se il matrimonio è stato celebrato all’estero
I termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
Se il coniuge è stato naturalizzato cittadino italiano è necessario i termini di cui sopra, decorrono dal giorno successivo al giuramento del coniuge.
Conoscenza lingua italiana livello B1
È necessario dimostrare di conoscere la lingua italiana:
È necessario dimostrare la conoscenza di livello B1 di italiano tramite titolo rilasciato da un Istituto di istruzione pubblico o paritario o da un ente certificatore riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale;
Soggetti esonerati:
- Coloro che possono attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione italiano pubblico di primo o secondo grado;
- Coloro che abbiano sottoscritto un abbiano sottoscritto l’accordo di integrazione di cui all’articolo 4-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286
- I titolari di un permesso di lungo periodo UE/CE; Attenzione! il permesso di soggiorno per motivi familiari di 5 anni non esonera dal fare il test B1.
- Le persone con gravi deficit di apprendimento linguistico certificati da una struttura sanitaria pubblica.
Condotta e integrazione
Secondo la legge, per ottenere la cittadinanza italiana non basta dimostrare di avere redditi, residenza regolare e assenza di condanne penali.
Occorre anche provare un reale livello di integrazione nella società italiana.
L’art. 9 della Legge 91/1992 riconosce infatti allo Stato italiano un ampio potere di valutazione nel decidere se concedere o meno la cittadinanza. Questo principio è stato confermato anche dalla giurisprudenza amministrativa, tra cui, ad esempio, la sentenza n. 14089/2025 del TAR Lazio.
In altre parole, lo Stato non valuta solo i documenti: valuta anche la tua condotta, il tuo percorso di vita, la tua stabilità lavorativa, familiare e sociale, e il tuo effettivo inserimento in Italia.
Questo è uno dei motivi per cui molte domande vengono rallentate, respinte o non arrivano mai a un esito positivo.
Più riesci a dimostrare un alto livello di integrazione, maggiori saranno le possibilità di ottenere la cittadinanza italiana e di arrivare prima a un risultato positivo.
Documenti
Documenti per la richiesta di cittadinanza italiana per matrimonio
- Credenziali SPID da richiedere presso l’ufficio postale.
- Bollettino da € 250,00 € e Marca da bollo da € 16,00 da pagare sul sito del Ministero dell’Interno con PagoPA.
- Certificato di nascita legalizzato e munito di traduzione legalizzata
- Certificato penale del paese di origine VALIDITÀ DI 6 MESI (e degli eventuali Paesi terzi di residenza) legalizzato e munito di traduzione legalizzata (non richiesto nel caso in cui il richiedente dimostrai di aver fissato la residenza in Italia prima del compimento del 14esimo anno di età e di non averla trasferita successivamente all’estero prima della presentazione della domanda). Pochissime Prefetture richiedono comunque il certificato penale indipendentemente dall’età in cui il richiedente ha stabilito la residenza in Italia, il nostro Studio saprà darti indicazioni a seconda della Prefettura competente.
- Fotocopia del passaporto e della carta d’identità
- Fotocopia del permesso di soggiorno (non è necessario il permesso di soggiorno soggiornanti lungo periodo) o certificato di soggiorno permanente per cittadini UE.
- Fotocopia della carta d’identità e codice fiscale di tutti i familiari conviventi
- Permesso di soggiorno di lungo periodo UE/CE oppure un titolo di Studio rilasciato da una scuola pubblica o paritaria a conclusione di un ciclo di istruzione oppure attestazione di conoscenza della lingua italiana Livello B1. Se non hai il test di lingua italiana B1, in avvocatocittadinanza.it troverai insegnanti qualificati che ti aiuteranno a superare l’esame di lingua con sicurezza e velocità.
- Certificato / atto di matrimonio con cittadino italiano (+ trascrizione nei registri italiani se matrimonio contratto all’estero) e Documento identificativo del coniuge italiano.
Attenzione: se sei in possesso di tali requisiti per inoltrare la domanda dovrai avere anche il QUESTIONARIO PER STRANIERI
Il Questionario serve per provare il tuo livello di integrazione. Vi consigliamo di farvi assistere dal nostro studio, in quanto più si riesce a provare il livello di integrazione raggiunto prima si riesce a diventare italiani. Per saperne di più visita la sezione Condotta e Integrazione di questa Guida.
Modalità di legalizzazione dei certificati
È necessario affidarsi ad un Avvocato che si occupa del diritto di cittadinanza italiana per verificare per ogni singolo stato, quale sia la modalità di legalizzazione prevista per fare valere il certificato davanti alle pubbliche amministrazioni italiane (nel nostro caso la Prefettura ed il Ministero che devono valutare la domanda di cittadinanza del cliente).
Modalità di legalizzazione:
- Legalizzazione e traduzione presso la rappresentanza diplomatica italiana nel Paese di origine
Per rappresentanze diplomatiche si intendono ambasciate e consolati italiani all’estero. Solitamente l’Ambasciata ha sempre competenza per legalizzazione e traduzione ed è istituita presso la capitale dello Stato. Il consolato invece si trova solitamente in una città secondaria diversa dalla capitale e può essere o meno competente alla traduzione e legalizzazione dei certificati. Tali informazioni si possono estrapolare dai siti istituzionali delle ambasciate e consolati nelle sezioni dedicate ai servizi erogati. Solitamente si trova indicazione di uffici specifici con contatti mail e telefonici specifici per quanto attiene alla legalizzazione. - Apostille: L’apostille è una certificazione che convalida, con pieno valore giuridico, sul piano internazionale l’autenticità di qualsivoglia atto pubblico, e in particolare di un atto notarile, o documento amministrativo. Le autorità competenti al rilascio dell’Apostille è il Ministero degli Affari Esteri.
N.B. Nei casi in cui i certificati debbano essere rilasciati all’estero se non si deve procedere con la doppia legalizzazione nelle modalità di cui sopra, è possibile legalizzare il certificato originale e procedere alla traduzione e all’asseverazione del documento in Italia, tramite traduttori giurati. L’asseverazione consiste nell’attestazione legale del traduttore che ha apposto la propria firma sul documento tradotto, nonché dell’autenticità della firma stessa. È, cioè, un’ulteriore convalida della firma che serve a certificare la provenienza degli atti e la qualifica di chi li ha firmati. L’asseverazione si svolge presso un ufficio preposto del tribunale, chiamato appunto Ufficio Asseverazione Perizie e Traduzioni.
Quando i certificati possono essere fatti in Italia
Per alcuni paesi vi sono delle deroghe quindi il certificato di nascita e il certificato penale si potranno fare anche in Italia presso le rappresentanze diplomatiche del vostro paese. Per saperne di più consulta la SUPERTABELLA.
Gli avvocati del nostro team sapranno informarvi sulle deroghe specifiche al vostro paese, aggiornate all’anno corrente.
Tempi
Consulta la sezione dedicata ai Tempi per ottenere la cittadinanza italiana
Errori
Consulta la sezione dedicata agli Errori più frequenti da evitare
Tempi per ottenere la cittadinanza italiana
Quanto bisogna aspettare per avere la cittadinanza italiana?
La Legge n. 91/1992 prevede un termine massimo per la conclusione della domanda di cittadinanza italiana.
Oggi il procedimento deve concludersi entro 24 mesi, cioè 2 anni, prorogabili fino a un massimo di 36 mesi, cioè 3 anni, in caso di motivate esigenze istruttorie.
Questo significa che la Pubblica Amministrazione ha un tempo MASSIMO per valutare la domanda, controllare i requisiti, acquisire i pareri necessari e decidere se concedere o meno la cittadinanza italiana.
Attenzione però è il termine massimo questo: il fatto che la legge preveda un termine massimo non significa che tu debba per forza aspettare 2 o 3 anni.
Una domanda completa, ordinata, ben documentata e correttamente seguita può ridurre il rischio di ritardi evitabili e aiutare l’Amministrazione a valutare più rapidamente la pratica.
Da cosa dipendono i tempi della cittadinanza italiana?
I tempi della cittadinanza italiana possono dipendere da diversi fattori.
Tra i più importanti ci sono:
- correttezza dei documenti caricati;
- residenza regolare e continuativa;
- reddito sufficiente, nei casi in cui è richiesto;
- assenza di criticità penali;
- livello di integrazione raggiunto;
- pareri della Questura;
- controlli della Prefettura;
- eventuali richieste di integrazione documentale;
- eventuali rallentamenti nella fase istruttoria.
Per questo non tutte le pratiche hanno gli stessi tempi.
Due persone possono presentare la domanda nello stesso periodo, ma avere tempi diversi in base alla completezza della pratica, alla Prefettura competente, ai controlli necessari e alla situazione personale del richiedente.
Proroga dei termini nella domanda di cittadinanza italiana
Durante la procedura, può accadere che la Prefettura o il Ministero comunichino una proroga dei termini.
La proroga significa che l’Amministrazione dichiara di avere bisogno di più tempo per concludere l’istruttoria.
La legge consente la proroga del procedimento fino a un massimo complessivo di 36 mesi, ma la proroga dovrebbe essere collegata a esigenze istruttorie motivate.
Se ricevi una comunicazione di proroga, non è sempre sufficiente aspettare.
È importante capire:
- perché la pratica non è ancora conclusa;
- quali controlli mancano;
- se sono stati acquisiti tutti i pareri necessari;
- se la Questura ha già espresso il proprio parere;
- se ci sono criticità su residenza, reddito, documenti, condotta o integrazione;
- se è utile depositare documenti, memorie o solleciti.
In molti casi, infatti, la pratica resta ferma perché mancano passaggi istruttori, pareri, verifiche o documenti integrativi.
Per questo la proroga non deve essere ignorata.
Può essere il momento giusto per controllare lo stato reale della pratica e capire se è possibile intervenire per evitare ulteriori ritardi.
Qual è il modo più veloce per ottenere la cittadinanza italiana?
Il modo più corretto per ridurre il rischio di ritardi non è semplicemente “aspettare”.
È presentare una domanda completa, corretta e ben documentata fin dall’inizio.
Secondo la legge, per ottenere la cittadinanza italiana non basta dimostrare reddito, residenza regolare e assenza di condanne penali.
Occorre anche provare un reale livello di integrazione nella società italiana.
L’art. 9 della Legge n. 91/1992 riconosce allo Stato italiano un ampio potere di valutazione nel decidere se concedere o meno la cittadinanza. Questo significa che possono essere valutati anche la condotta, il percorso di vita, la stabilità lavorativa, familiare e sociale e l’effettivo inserimento in Italia.
Il problema è che la domanda online, così come è strutturata, spesso consente di inserire solo informazioni essenziali e non permette sempre di raccontare in modo completo il percorso personale e il reale livello di integrazione raggiunto.
Per questo una domanda di cittadinanza italiana non dovrebbe essere solo caricata online.
Dovrebbe essere prima controllata, costruita, documentata e presentata nel modo più completo possibile.
AvvocatoCittadinanza.it ti aiuta proprio in questo: controlliamo requisiti, documenti, eventuali criticità e percorso di integrazione, con l’obiettivo di presentare una pratica più solida, ordinata e coerente con ciò che hai costruito in Italia.
Noi non presentiamo solo documenti: presentiamo te
Hai ricevuto una proroga sulla domanda di cittadinanza?
Se hai ricevuto una comunicazione di proroga, è importante capire subito perché la pratica non è ancora conclusa e se ci sono controlli, pareri o criticità ancora aperti.
AvvocatoCittadinanza.it può verificare lo stato della tua domanda e valutare se è possibile intervenire con solleciti, memorie o documenti integrativi.
Ricordati che spesse volte l’invio della PROROGA da parte della pA è immotivata e con la documentazione idonea si può però sbloccare immediatamente la pratica e ottenere il tuo decreto di cittadinanza senza dover aspettare altro tempo.
Errori frequenti nella domanda di Cittadinanza italiana
Presentare una domanda di cittadinanza italiana sembra semplice, ma non lo è.
Molti pensano che basti entrare nel portale, caricare i documenti e aspettare.
In realtà, una domanda preparata male può essere rallentata, sospesa o respinta.
Gli errori più frequenti sono questi.
1. Calcolare male il reddito
Uno degli errori più comuni riguarda il reddito solo nel caso di cittad per residenza (per la cittadinanza per matrimonio non è richiesto il reddito)
Non basta avere lavorato o avere una busta paga.
Bisogna verificare se il reddito è sufficiente, se è stato dichiarato correttamente e se copre gli anni richiesti dalla legge.
A volte il richiedente pensa di avere il reddito necessario, ma non considera bene il nucleo familiare, i familiari a carico, gli anni da valutare o eventuali periodi con reddito troppo basso.
Un errore nel calcolo del reddito può rendere la domanda debole o portare a una valutazione negativa.
2. Calcolare male gli anni di residenza
Un altro errore grave è pensare di avere già maturato gli anni di residenza necessari.
La residenza deve essere regolare e continuativa.
Non basta vivere in Italia da molti anni: bisogna verificare cosa risulta davvero dai registri anagrafici.
Se ci sono interruzioni, cancellazioni, trasferimenti non comunicati o periodi non registrati correttamente, possono nascere problemi.
Anche un “buco” nella residenza può incidere sulla domanda.
Per questo è fondamentale controllare prima la propria storia anagrafica, senza dare per scontato che sia tutto corretto.
3. Non considerare problemi penali o procedimenti pendenti
Molti controllano solo se hanno una condanna definitiva.
Ma non sempre basta soprattutto per la cittadinanza per residenza.
Prima di presentare la domanda, è importante verificare anche eventuali procedimenti penali pendenti, denunce, carichi pendenti o situazioni che possono incidere sulla valutazione della condotta.
Lo Stato italiano, infatti, valuta anche il comportamento del richiedente e la sua affidabilità.
Presentare la domanda senza conoscere bene la propria situazione penale può essere un errore molto serio.
4. Caricare documenti sbagliati, scaduti o non validi
Un altro errore frequente riguarda i documenti.
Non basta caricare un certificato qualsiasi.
I documenti devono essere corretti, validi, completi, tradotti e legalizzati secondo le regole previste.
Bisogna prestare particolare attenzione al certificato di nascita e al certificato penale del Paese di origine.
Se un documento è sbagliato, scaduto, incompleto, tradotto male o non legalizzato correttamente, la domanda può essere sospesa, rallentata o respinta.
Ogni Paese ha regole diverse.
In alcuni casi serve la legalizzazione. In altri casi serve l’Apostille. In altri casi ancora ci sono regole particolari.
Per questo è rischioso caricare i documenti senza un controllo preciso.
5. Pensare che bastino reddito, residenza e fedina penale pulita
Questo è l’errore più sottovalutato.
Molti pensano che, se hanno reddito, residenza e assenza di condanne, la cittadinanza sia quasi automatica.
Non è così.
Secondo la legge, per ottenere la cittadinanza italiana non basta dimostrare di avere i requisiti formali.
Occorre anche provare un reale livello di integrazione nella società italiana.
L’art. 9 della Legge 91/1992 riconosce allo Stato italiano un ampio potere di valutazione nel decidere se concedere o meno la cittadinanza. Questo principio è stato confermato anche dalla giurisprudenza amministrativa, tra cui, ad esempio, la sentenza n. 14089/2025 del TAR Lazio.
In altre parole, lo Stato non valuta solo i documenti obbligatori.
Valuta anche la tua condotta, il tuo percorso di vita, la tua stabilità lavorativa, familiare e sociale, e il tuo effettivo inserimento in Italia.
Il problema è che la domanda online, così come è strutturata, spesso consente di inserire solo informazioni essenziali.
Anche il Questionario per Stranieri, pur essendo obbligatorio, da solo può risultare superficiale e non sempre riesce a far emergere davvero chi sei, cosa hai costruito in Italia e qual è il tuo reale livello di integrazione.
Per questo una domanda di cittadinanza non dovrebbe essere solo caricata online.
Dovrebbe essere prima controllata, costruita, documentata e presentata nel modo più efficace possibile.
AvvocatoCittadinanza.it ti aiuta proprio in questo: verifichiamo i requisiti, controlliamo i documenti, analizziamo eventuali criticità e approfondiamo il tuo percorso personale, lavorativo, familiare e sociale.
Il nostro obiettivo è evitare errori che possono compromettere la domanda e valorizzare al massimo gli elementi che dimostrano la tua integrazione in Italia.
Più la domanda è corretta, completa e ben documentata, maggiori saranno le possibilità che venga valutata positivamente.
Rigetto, preavviso di rigetto e ricorso cittadinanza italiana
Cosa succede se la domanda ha problemi
La domanda di cittadinanza italiana può essere RIFIUTATA principalmente per 4 motivazioni.
In tutti e 4 i casi il cittadino straniero riceverà una lettera di diniego cd Preavviso di rigetto. Nella lettera viene comunicato al richiedente che la sua domanda è stata respinta. A questo punto il cittadino avrà a disposizione 10 giorni per presentare ricorso scritto.
Motivi rifiuto cittadinanza italiana:
- Diniego cittadinanza italiana per precedenti penali
- Diniego cittadinanza italiana per discontinuità di residenza
- Diniego cittadinanza italiana per reddito
- Diniego di cittadinanza per mancata integrazione
In tutte queste situazioni è importante consultarsi subito con un legale perché si hanno a disposizione solo 10 giorni per rispondere ed evitare che la domanda di cittadinanza venga definitivamente respinta.
Puoi avere la cittadinanza anche se hai ricevuto il preavviso di rigetto
Molti immigrati pensano che il preavviso di rigetto rappresenti un rifiuto categorico, è invece possibile ottenere la cittadinanza anche se si è ricevuto il preavviso di rigetto.
Qui ci sono due possibilità:
- Presentare le proprie memorie in forma scritta opponendosi al diniego con osservazioni e documenti
- Presentare direttamente ricorso al TAR (non sempre necessario)*
*il ricorso al TAR verrà proposto in caso di eventuale decreto di rigetto (il preavviso precede il decreto e non è autonomamente impugnabile davanti al Tribunale).
In quest’ultimo caso il ricorso andrà presentato presso il Tribunale competente, e in questo caso sarà necessario rivolgersi al TAR.
Per poter effettuare il ricorso, non devono assolutamente essere passati più di 60 giorni di seguito dalla pubblicazione dell’atto che si intende impugnare. Allo scadere dei suddetti 60 giorni, l’atto di ricorso deve già essere stato depositato e le parti in causa devono essere già state avvisate a mezzo notifica.
Successivamente, le parti in causa, devono provvedere a depositare presso il Tribunale, gli atti di causa che ritengono idonei e fondamentali per l’indagine amministrativa, e verrà chiesto un provvedimento cautelare di sospensione degli atti, la “sospensiva”, ovvero un’ordinanza del TAR con valore temporale, non definitivo, con cui saranno sospesi temporaneamente gli atti impugnati. In questo modo l’ordinanza sarà “congelata” fino al momento della sentenza.
Il TAR a questo punto analizzerà i documenti depositati dalle parti, ed eventualmente potrà richiedere approfondimenti ulteriori.
Alla fine del procedimento, il TAR emanerà una sentenza motivata con cui accoglierà il ricorso, se fondato, o respingerà il ricorso, se infondato. Tale provvedimento è da considerarsi definitivo e non potrà essere impugnato successivamente.
La sentenza definitiva verrà emanata con una tempistica di 40 giorni dopo l’udienza di merito.
Rispondere al diniego opponendosi in forma scritta evita in molti casi di dover procedere con il ricorso al TAR perché l’amministrazione stessa quando riceve spiegazioni e documenti presentati adeguatamente, accoglie senza problemi la richiesta del cittadino straniero.
Questo significa risparmiare tempo e soldi perché il ricorso al TAR è più lento e più costoso.
Quando serve un avvocato per la cittadinanza
La domanda si può presentare senza un avvocato ma occorre tenere presente che secondo la legge, per ottenere la cittadinanza italiana non basta dimostrare di avere i requisiti formali.
Molti pensano che, se hanno reddito, residenza e assenza di condanne, la cittadinanza sia quasi automatica.
Non è così.
Occorre anche provare un reale livello di integrazione nella società italiana.
L’art. 9 della Legge 91/1992 riconosce allo Stato italiano un ampio potere di valutazione nel decidere se concedere o meno la cittadinanza. Questo principio è stato confermato anche dalla giurisprudenza amministrativa, tra cui, ad esempio, la sentenza n. 14089/2025 del TAR Lazio.
In altre parole, lo Stato non valuta solo i documenti obbligatori.
Valuta anche la tua condotta, il tuo percorso di vita, la tua stabilità lavorativa, familiare e sociale, e il tuo effettivo inserimento in Italia.
Il problema è che la domanda online, così come è strutturata, spesso consente di inserire solo informazioni essenziali.
Anche il Questionario per Stranieri, pur essendo obbligatorio, da solo può risultare superficiale e non sempre riesce a far emergere davvero chi sei, cosa hai costruito in Italia e qual è il tuo reale livello di integrazione.
Per questo una domanda di cittadinanza non dovrebbe essere solo caricata online.
Dovrebbe essere prima controllata, costruita, documentata e presentata nel modo più efficace possibile.
AvvocatoCittadinanza.it ti aiuta proprio in questo: verifichiamo i requisiti, controlliamo i documenti, analizziamo eventuali criticità e approfondiamo il tuo percorso personale, lavorativo, familiare e sociale.
Il nostro obiettivo è evitare errori che possono compromettere la domanda e valorizzare al massimo gli elementi che dimostrano la tua integrazione in Italia.
Più la domanda è corretta, completa e ben documentata, maggiori saranno le possibilità che venga valutata positivamente.
Come può aiutarti AvvocatoCittadinanza.it
Valorizzazione del tuo percorso di integrazione
Secondo la legge, per ottenere la cittadinanza italiana non basta dimostrare di avere redditi, residenza regolare e assenza di condanne penali.
Occorre anche provare un reale livello di integrazione nella società italiana.
L’art. 9 della Legge 91/1992 riconosce infatti allo Stato italiano un ampio potere di valutazione nel decidere se concedere o meno la cittadinanza. Questo principio è stato confermato anche dalla giurisprudenza amministrativa, tra cui, ad esempio, la sentenza n. 14089/2025 del TAR Lazio.
In altre parole, lo Stato non valuta solo i documenti: valuta anche la tua condotta, il tuo percorso di vita, la tua stabilità lavorativa, familiare e sociale, e il tuo effettivo inserimento in Italia.
Questo è uno dei motivi per cui molte domande vengono rallentate, respinte o non arrivano mai a un esito positivo.
Più riesci a dimostrare un alto livello di integrazione, maggiori saranno le possibilità di ottenere la cittadinanza italiana e di arrivare prima a un risultato positivo.
Il problema è che la domanda online, così come è strutturata, spesso consente di inserire solo informazioni essenziali e non permette sempre di raccontare in modo completo il tuo percorso personale e il tuo reale livello di integrazione.
Per questo ti consigliamo di farti assistere da AvvocatoCittadinanza.it: perché una domanda di cittadinanza non deve essere solo caricata, ma costruita, documentata e presentata nel modo più efficace possibile. Noi non presentiamo doc ma presentiamo te.
Più riesci a dimostrare allo Stato italiano chi sei, cosa hai costruito in Italia e quanto sei integrato, più aumentano le tue possibilità di diventare cittadino italiano.
Come lavoriamo: squadra di avvocati per ogni singola pratica
Sulla tua pratica lavorerà un team di avvocati che si occupano prevalentemente di cittadinanza italiana e che ti accompagneranno fino al giuramento. Il nostro metodo per essere più sicuro e veloce possibile richiede più avvocati che si occupano ogni giorno del diritto della cittadinanza italiana e che lavorino in team sulla stessa pratica.
Supporto Completo
Ti aiutiamo noi nella raccolta dei documenti dal paese d’origine, alla presentazione della domanda, all’istruttoria, fino al giuramento. Ci occupiamo di ogni dettaglio. Tu dovrai solo alzare la mano a tutto il resto pensiamo noi. Questo sarà il nostro obiettivo.
Garanzia di AvvocatoCittadinanza.it
Se lo Stato non dovesse darti la cittadinanza, presenteremo ricorso in Tribunale senza chiederti ulteriori compensi. Inoltre chiederemo al Giudice di intervenire sulla tua cittadinanza oltre a chiedergli il rimborso delle spese che hai già sostenuto.
Metodo “Cittadinanza senza rischi inutili”
Il nostro metodo “Cittadinanza senza rischi inutili” ti accompagna passo dopo passo, riducendo al minimo i rischi e garantendo un processo veloce e sicuro possibile
Assistenza in tutta Italia
AvvocatoCittadinanza.it ha 9 sedi in Italia e può seguire la pratica anche online.
Non devi necessariamente vivere vicino a una sede per ricevere assistenza.
Oltre 20 anni di esperienza e più di 20.000 consulenze prestate
La cittadinanza italiana è il lavoro che affrontiamo ogni giorno.
Da oltre 20 anni AvvocatoCittadinanza.it assiste cittadini stranieri che vogliono capire se possono diventare italiani, come preparare correttamente la domanda e quali errori evitare prima dell’invio.
In questi anni più di 20.000 persone si sono rivolte al nostro team per valutare requisiti, documenti, reddito, residenza, certificato B1, integrazione e possibili rischi di rigetto.
Ogni giorno analizziamo pratiche di cittadinanza per residenza, cittadinanza per matrimonio, richieste di integrazione, preavvisi di rigetto, dinieghi, ricorsi e pratiche ferme da anni.







